Mostra il peso dell’attività di ristrutturazione delle abitazioni in Francia

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Uno studio realizzato dal CAH: “Club de l’amelioration de l’habitat” (club di miglioramento dell’habitat) mostra il peso dell’attività di ristrutturazione delle abitazioni in Francia e dà numerose informazioni sulla realtà del settore.

Uno studio realizzato dal CAH: “Club de l’amelioration de l’habitat” (club di miglioramento dell’habitat) mostra il peso dell’attività di ristrutturazione delle abitazioni in Francia e dà numerose informazioni sulla realtà del settore.

Il mercato per la ristrutturazione immobiliare in Francia ha un bilancio di 75 miliardi di euro all’anno. Questa è la prima informazione ad emergere dall’analisi realizzata dal  Club de l’amelioration de l’habitat1, che il sito Batiactu rivela in esclusiva.
Questo lavoro, che si intitola: “La quantificazione del mercato per la ristrutturazione delle abitazioni”, ha come obiettivo quello di “fornire informazioni e riflessioni di natura strategica per seguire la struttura del mercato del rinnovo dell’ambiente e comprenderne le tendenze”, come è spiegato nell’abstract.

La particolarità di quest’analisi, di cui la prima pubblicazione riguarda l’anno 2015, è quella di basarsi su delle fonti ufficiali, fornite dal “ CGDD  – Commissariat Général du Développement Durable” (Commissariato generale dello sviluppo sostenibile). “Speriamo di avere delle cifre che mettano d’accordo tutti gli operatori del settore e che siano coerenti con il bilancio nazionale”, spiega un esperto dell’ANAH (Agenzia Nazionale Habitat, membro del CAH) a Batiactu.

Un mercato che riguarda maggiormente il pubblico di massa

Il mercato per la ristrutturazione immobiliare in Francia ha un bilancio di 75 miliardi di euro all’anno. Questa è la prima informazione ad emergere dall’analisi realizzata dal  Club de l’amelioration de l’habitat1, che il sito Batiactu rivela in esclusiva.
Questo lavoro, che si intitola: “La quantificazione del mercato per la ristrutturazione delle abitazioni”, ha come obiettivo quello di “fornire informazioni e riflessioni di natura strategica per seguire la struttura del mercato del rinnovo dell’ambiente e comprenderne le tendenze”, come è spiegato nell’abstract.

La particolarità di quest’analisi, di cui la prima pubblicazione riguarda l’anno 2015, è quella di basarsi su delle fonti ufficiali, fornite dal “ CGDD  – Commissariat Général du Développement Durable” (Commissariato generale dello sviluppo sostenibile). “Speriamo di avere delle cifre che mettano d’accordo tutti gli operatori del settore e che siano coerenti con il bilancio nazionale”, spiega un esperto dell’ANAH (Agenzia Nazionale Habitat, membro del CAH) a Batiactu.

Un mercato che riguarda maggiormente il pubblico di massa

Al di là di quella cifra di 75 miliardi di euro,
l’osservatorio fornisce delle preziose informazioni sulla tipologia dei progetti di rinnovamento.
Così, l’81% dei clienti, per quanto riguarda questa attività, sono proprietari  privati o inquilini, per un valore totale di 61 miliardi di euro. I locatori sociali rappresentano 16% del totale (12 miliardi). “Questa è la specificità di questo mercato: riguarda principalmente un pubblico di privati”, spiega l’esperto dell’Anah. “Molti membri e industriali del settore dimenticano spesso questo fatto. Abbiamo a che fare con consumatori e non con professionisti: i nostri clienti non hanno l’abitudine di dirigere lavori di ristrutturazione. I professionisti devono quindi fare dei grandi sforzi educativi, come facciamo noi stessi per l’Agenzia.”
Al fine di diffondere informazioni sul rinnovamento energetico, è quindi fondamentale adattare il linguaggio dei professionisti a quello dei privati, che rappresentano la più grande fetta del mercato.

Tenendo conto della tipologia dell’edificio, le case individuali e gli alloggi collettivi condividono il mercato equamente (rispettivamente 37 miliardi e 38 miliardi di euro).

Il fai-da-te pesa 12 miliardi di euro

Infine, lo studio rivela altri due punti.
Da una parte, il fatto che il fai-da-te (o per usare l’espressione più tecnocratica, auto-ristrutturazione) rappresenta il 19% dei consumi delle famiglie, cioé 12 miliardi di euro. E, dall’altra parte, la dimensione del mercato degli interventi dopo il lavoro (SAV), rappresenta il 20% del budget investito nel rinnovamento, ossia 15 miliardi di euro. “ Questa attività diventa importante per realizzare gli obiettivi di efficienza energetica”, ci spiega un esperto della  “Fédération Française du Bâtiment: FFB” (Federazione Francese dell’Edilizia”). È necessario, infatti, effettuare dei controlli alla fine dei lavori.

“Nei conti degli alloggi  prodotti dalle autorità pubbliche, ci mancavano dati più dettagliati sui lavori di ristrutturazione e manutenzione, come la possibilità di distinguere per tipologia di clienti o di abitazione”, aggiunge l’esperto della FFB. “Queste suddivisioni mancavano, si erano disperse. Ora questi dati ci sono e rappresenteranno per noi una base per i prossimi 3-4 anni”.

(1) Il Club de l’Amélioration de l’Habitat raggruppa molte entità del settore, come l’ADEME, la CAPEB, l’ANAH, il CSTB, Qualitel, l’UNTEC…